Anche nelle terre del Verdicchio e del Rosso Conero, come in tutte le regioni italiane, si trovano fianco a fianco grandi e piccoli produttori. Fino ad oggi dobbiamo rilevare che la linea è stata “ognuno fa il suo cammino per proprio conto”. Questo deriva dalla nostra storia, dalla struttura produttiva complessiva, dalla nostra cultura per cui ciascuno impiantava, produceva e vendeva il suo vino cercando da solo la via della crescita aziendale. Oggi tale filosofia è da superare se vogliamo evitare che la nostra viticultura scenda ai gradini più bassi nella competizione internazionale. E’ un fatto certo che sia i grandi che i piccoli produttori delle Marche raggiungono spesso le vette dell’eccellenza qualitativa: sono numerosi i riconoscimenti ottenuti quando si confrontano con i prodotti di altre regioni o di altri paesi; disponiamo di vitigni, territorio, clima favorevoli; c’è volontà e capacità di puntare in alto anche nei momenti di difficoltà. Che cosa manca allora alle aziende vinicole marchigiane? A nostro parere la capacità di organizzare in modo unitario l’immagine complessiva e la scarsa comunicazione. Nell’ultimo decennio tutto è cambiato e non si può crescere se non si capiscono i segni del cambiamento. Hanno fatto bene i produttori del Monte Conero che si sono associati dimostrando di essere pronti a muoversi insieme. Una rubrica della nostra News a partire da questo numero registra il passo in avanti, vedete “I Vignaioli del Conero” qui a fianco. Ora occorre riempire di contenuti questa nuova bandiera. Anche tra i produttori di Verdicchio molti sentono questa nuova esigenza. Occorre, pertanto, superare piccole competizioni: i grandi produttori hanno bisogno dei piccoli e i piccoli hanno bisogno dei grandi. Se vogliamo dare un’immagine elevata al prodotto servono sia la potenza della massa critica assicurata dalle aziende più grandi sia la capacità innovativa e la unicità di espressione delle piccole aziende. Insieme si può dare forma al territorio e alle sue eccellenze produttive con la convinzione che oggi nella competizione internazionale conta il richiamo al legame con la propria terra e alla ricchezza complessiva del territorio. Il vino va di pari passo con gli altri prodotti alimentari, con la storia, l’arte, la conservazione di un paesaggio prezioso. Infine, la comunicazione nella quale le Marche e i produttori sono ancora carenti (e il nostro pensiero va ancora alla iniziativa organizzata nei mesi scorsi dall’Azienda Casalfarneto sull’uso del web per la promozione dei nostri vini).